Nel Quadro clinico registri gli esami di laboratorio: scegliendoli dal catalogo, unità e intervalli si riempiono da soli. Se il referto riporta il proprio intervallo, inseriscilo: ha la precedenza, perché cambia da laboratorio a laboratorio.
Le terapie in corso servono a due cose: sapere cosa prende il paziente, e far emergere le interazioni con quello che stai per fargli mangiare. Basta il nome commerciale — «Coumadin», «Eutirox» — e il sistema riconosce il principio attivo.
Quando c'è un'interazione nota, compare in cima alla sezione con cosa succede e cosa fare nel piano.
Queste segnalazioni fanno emergere un dubbio, non lo risolvono. Non sono un prontuario e non coprono tutti i farmaci: un farmaco che non compare non significa che sia privo di interazioni. La valutazione resta tua e, per la terapia, del medico che l'ha prescritta.
Per allergie e intolleranze, il campo che conta è Alimenti da escludere dai piani: scegliendo un tag, il motore smetterà di proporre quegli alimenti. Senza, il dato resta scritto in cartella ma il generatore continuerà a proporli.